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武医道 - BUIDŌ
Una piccola
parola racchiude un grande significato!
Il termine Buido in se stesso ha origine nella tradizione
samurai del Giappone Feudale.
La formazione del termine Buido, dai Kanji giapponesi ai
caratteri romanici:
武 Bu: arte
della guerra, guerriero
道 Dō: ciò che
conduce, la via, disciplina spirituale
Da cui si
ottiene
武道 Bu-Dō: la
via del Guerriero
E inoltre
医学 I-Gaku:lo studio dell’Arte Medica
Da cui si estrae
医 I: Medicina
Per formare la
parola Buidō -
武医道, “La Via del Medico Guerriero”
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Alla base della vita è l’Energia, il “Qi”
cinese, il “Ki” giapponese, il “Prana” indiano
sono nomi, più o meno noti in occidente, che indicano la
medesima sostanza: l’Energia Vitale di cui è pervaso
l’intero cosmo, insista nell’essere umano. Le classi nobili
dei popoli orientali quali Samurai, Mandarini e i monaci,
hanno sviluppato e perfezionato nel corsi dei secoli un vero
e proprio “modo di vivere” per mantenersi costantemente in
salute, attraverso l’uso cosciente di questa energia.
Senza il movimento la vita non esiste.
L’energia che scorre libera è indice di buona salute.
Un’energia stagnante è indice di un cattivo stato di
salute.
Il movimento, Vita, è prima di ogni altra cosa
respirazione: il soffio vitale.
Una caratteristica fondamentale dell’essere umano è la sua
necessità di muoversi. Senza il movimento il corpo dell’uomo
si blocca: il diaframma, le articolazioni e i muscoli si
irrigidiscono, portando conseguentemente alla distruzione
degli organi interni. Quando il corpo è compromesso,
limitato rispetto alla sua naturale possibilità, si
manifesta anche un blocco delle normali capacità cognitive e
dell’elasticità mentale. Come recitavano i nostri antichi
romani: “mens sana in corpore sano”. Non possiamo dividere
corpo e mente: l’uno influisce sul corretto funzionamento
dell’altro e viceversa: separarli sarebbe come dividere gli
organi interni e sperare che essi agiscano senza il supporto
gli uni degli altri.
Da questa necessità di un naturale movimento dell’uomo,
centinaia di anni or sono, nasce il Buidō. Quando si
parla di “guerriero”, (武
Bu), si intende il praticante cosciente di arti
marziali, colui che gestisce liberamente il proprio corpo ed
il proprio intelletto. Gestire liberamente il proprio corpo
significa saper compiere liberamente il movimento naturale,
sfruttando l’energia insita nell’essere umano attraverso la
conoscenza dei meridiani (Jing-luo, Keiraku) e
della loro circolazione. L’uso cosciente e consapevole dei
meridiani e degli tsubo (cinese?) (punti energetici)
è fondamento dell’Arte Medica Tradizionale (che racchiude le
conoscenze sciamaniche tradizionali) per mantenere la Salute
ed eventualmente per risanare lo squilibrio (Kyou Ken Jutsu
- Arte di ricerca della salute), nonché alla base della vera
Arte Marziale (arte di difesa e annullamento momentaneo
dell’avversario).
Accanto alla respirazione ed al movimento abbiamo un’altra
fonte fondamentale di vita, il cibo. Cibarsi coscientemente,
assumendo i prodotti della natura nella misura dovuta, senza
eccessi né mancanze, portando il rispetto e l’attenzione
dovuta alle proprie necessità corporee. Una corretta
alimentazione è un importante ipoteca sulla salute: ne sono
d’esempio gli abitanti dell’isola di Okinawa: ultracentenari
in ottima salute, grazie soprattutto ad una alimentazione
perfettamente bilanciata.
Attraverso questo processo tradizionale che affianca il
movimento, la respirazione e l’alimentazione è stata creata
la Naturopatia Orientale, un nome occidentale per
definire una disciplina (un’arte) che affonda le sue radici
nella Tradizione Orientale, adattandola alla nostra epoca ed
alla nostra società, senza perdere di vista i principi che
hanno ispirato e mantenuto viva per centinaia di anni la
tradizione del Buidō. Perseguendo i naturali aspetti
della tradizione Samurai (dalla quale nasce il termine
Buidō), chi è necessario mettersi al servizio
(dal giapponese saburai
侍 “servitore
della comunità”) ed avere, proprio come un Samurai, nobiltà
morale, la capacità di rispettare e farsi rispettare.
Non possiamo scindere la parte salutistica, di mantenimento
e guarigione, dalla costante pratica marziale (intesa come
libero movimento naturale) né dalla sua parte spirituale:
quando l’uomo è libero dal dolore e dalla sofferenza la sua
vita è in risonanza con l’intero universo.
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Il Buidō trasmesso dal dott. Pavani vanta un più
ampio spettro di conoscenze: egli non si limita ad
utilizzare le conoscenze giapponesi, sofisticata
rielaborazione di quelle cinesi, ma affianca ad esse i
concetti e le conoscenze originali provenienti dalla Cina
stessa che, seppur nelle innumerevoli differenziazioni e
similitudini tipiche della cultura cinese (causate
dall’elevato numero di persone, dalla conformazione
geografica del territorio e dagli sviluppi sociologici),
perseguono il fine comune del mantenimento dell’equilibrio e
dello sviluppo del Qi corporeo.
Come se questo non bastasse il dott. Pavani ha appreso, sin
dalla tenera età, (ed ora trasmette) la cultura di un popolo
che per diversi secoli ha ricoperto il ruolo di mediatore
tra la cultura Cinese e la cultura Giapponese: situato su
una piccola isola che ha fatto molto parlare di se
nell’ultimo secolo, il popolo di Okinawa vanta conoscenze
Salutistiche e Marziali indiscusse.
Non solo perché da qui provengono i grandi maestri Storici,
i padri del Karate, ma anche per la longevità degli
abitanti, strettamente intrecciata alle conoscenze, alla
cultura, al modus vivendi di questi individui.
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