Arti Marziali: Presentazione

Per quanto concerne il settore Arti Marziali, la nascita della SHOJUKAI risale al Marzo 1989, quando i Maestri Pavani ed Appiani, stanchi delle inutili separazioni e differenziazioni, seguendo il principio del M° Funakoshi che disse: “il Karate è un unico stile” ad uno stage decisero di fondere i loro stili e creare uno stile unico, lo stile SHOJU.

 

SHO, da Shotokan, lo stile che insegnava il M° Pavani e JU, da Goju, lo stile portato dal M° Appiani.

Lo stile SHO-JU ha delle solide e profonde radici tradizionali in Okinawa, la terra originaria del Karate. Sia Gichin Funakoshi (Maestro fondatore del Karate Shotokan) che Chojun Miyagi (Maestro Fondatore del Goju-Ryu Katate-Do) sono nativi di Okinawa, dove studiarono, appresero e diventarono maestri indiscussi dell’arte marziale. Nonostante i diversi sviluppi che ebbero le due scuole, il principio basilare dell’arte marziale è comune a tutti gli stili: la mente e il desiderio fanno differenza tra Yin e Yo ma l’uomo, finché avrà due braccia e due gambe, avrà un solo metodo per combattere o morire.

 

Tornando ai giorni nostri, la Shojukai (Associazione SHO JU ) fondata dai Maestri Pavani ed Appiani, si affiliò all’Un.I.B. (Unione Italiana Budo) nel 1989, divenuta poi F.E.K.D.A. (Federazione Europea Karate Discipline Associate), nei cui circuiti spiccò per la qualità degli atleti formati, in grado di vincere competizioni di livello nazionale e internazionale.

 

Nel 1995 si ha l’ingresso nella Shojukai del M° Piras, che ha portato avanti, sotto la guida del dott. Pavani, il lato salutistico delle Arti Marziali.

 

L’Arte Marziale Shojukai è a tutt’oggi confluita nel Bu-I-Do, che racchiude anche le conoscenze ancestrali del Qi-Gong, senza però perdere la propria identità e i propri principi basilari, anzi caratterizzando con la propria unicità tutte le discipline trasmesse dal M° Pavani.

 

Lo stile Shojukai è un vero e proprio metodo, che attraverso dei processi di adattamento e ricerca, ha fatto dell’Arte Marziale un’infallibile strumento di difesa ma soprattutto una pietra miliare del mantenimento in salute: praticare costantemente le Arti Marziali Shojukai, siano esse Karate, Tai-Chi-Chuan, Ju-Jutsu o Qi-Gong, mantenendo i principi della Medicina Orientale significa dimenticarsi lo squilibrio energetico, vivendo una vita in Salute.

 

L’origine reale del termine SHOJU è da ricercarsi nelle profondità delle tradizioni Cinesi e Giapponesi:

Sho -
deriva da Shaolin (少林), tramutatosi nella lingua giapponese in Shorinji (少林) che rappresenta la parte dura dell’arte,


 

Ju -
è la stessa particella che compone la parola Jū-jutsu (柔術) e rappresenta la cedevolezza, indica e racchiude tutte le tecniche “morbide” e sfuggevoli, proprie del Salice, simbolo di quest’arte.

La tradizione dei monaci guerrieri per antonomasia, gli Shaolin, unita alla infallibile arte di combattimento dei Samurai, i temibili e leggendari guerrieri del Giappone feudale, fanno dello stile Shojukai un “contenitore” di tecniche offensive e difensive di grande efficacia.

 

SHO - JU racchiude in se lo Yin e lo Yang, la dualità che sta alla base dell’intero universo in un’unica arte, perseguendo la via di mezzo.

 

 
 
 
 

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