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Il Wesak è una festa mobile celebrata da millenni in oriente.
In tutte le Grandi Tradizioni ci sono dei giorni sacri, nella maggior parte dei casi legati ai pleniluni, nei quali si festeggia in modo solenne un momento di aiuto all'Umanità da parte di Dio, un momento di Crescita, di Evoluzione, di Liberazione degli esseri umani.
Questi giorni costituiscono le 'feste mobili' caratteristiche di tutte le religioni, come, per esempio, il Pesach ebraico che celebra l'affrancamento del popolo eletto dalla schiavitù in Egitto, il Ramadan islamico che ricorda la notte sacra in cui il Corano discese sulla Terra per volere di Allah, la Pasqua cristiana di Resurrezione.
Anche il Wesak si inquadra in questo ambito: nella notte del primo plenilunio nel segno del Toro (tra la fine di aprile ed i primi di maggio), il Buddha ritorna e si manifesta, insieme al Cristo ed a tutti i Grandi Esseri, per donare all'Umanità intera la sua Benedizione
Questo grande evento, che si rinnova ogni anno da millenni a metà primavera, non appartiene certamente alla sola Tradizione orientale: anche se è imperniata sulla figura del Buddha, è prezioso patrimonio di tutti gli uomini della Terra, a qualsiasi religione essi appartengano, poiché l'Energia Divina è Universale e non ha nome. Sono stati infatti gli esseri umani a fare dei distinguo di comodo tra questa e quella rappresentazione della divinità e nelle varie religioni è più facile imbattersi in un dio ad immagine e somiglianza dell'uomo che in uomini ad immagine e somiglianza di Dio.
La cerimonia avviene fisicamente nella valle del Wesak, che si trova nella catena dell'Himalaya, alle pendici del monte Kailash, ma è inutile andare a cercarla: è un luogo sacro inaccessibile agli occidentali ed a chiunque non sia pronto ad entrarvi.
La tradizione indiana narra che 500 anni circa prima della nascita di Cristo, il principe Gautama Siddharta, dopo aver trascorso una lunga vita nell'ascesi e nell'insegnamento dell'Amore e della Compassione, raggiunge l'Illuminazione divenendo così un Buddha, ossia un risvegliato. Egli ha in tal modo terminato il suo Cammino, si è liberato dal Samsara (la Ruota delle Rinascite), ha salito tutti gli Scalini della sua Evoluzione Spirituale ed è alfine diventato un Maestro Perfetto. Il suo Compito sulla Terra, incarnato in un corpo fisico, è dunque terminato.
Gautama Siddharta muore nel 480 circa a.C., a Kushinagara, nella notte del primo plenilunio nel segno del Toro ed immediatamente raggiunge la soglia del Nirvana: gli basterebbe un solo passo e sarebbe libero dal doloroso ciclo delle rinascite, si troverebbe inondato di Luce e di beatitudine, di tutte le sue vite terrene non rimarrebbe più nemmeno il ricordo.
Ma ecco che proprio mentre sta per compiere quel passo, il Buddha si volta a guardare il pianeta che ha appena lasciato e vede il genere umano al quale ormai non appartiene più. Lo vede sofferente, schiacciato dalla fatica di una vita difficile, preda delle malattie, schiavo dei propri desideri, in balia delle forze spesso ostili della Natura, straziato da innumerevoli piaghe fisiche e morali.
Ed è allora che il Buddha, Maestro di Compassione, formula davanti ai Grandi Esseri della Gerarchia che lo stanno attendendo, il suo solenne giuramento, compie la sua Grande Rinuncia d'Amore: non entrerà nel Nirvana fino a quando non vi sarà entrato, prima di Lui, l'ultimo essere umano. Fino a quel momento - che egli sa bene che arriverà, poichè ogni uomo è destinato a diventare Maestro di Luce - il Buddha resterà amorevolmente in attesa, ma ogni anno da allora, nella notte del Wesak, egli ritornerà sulla Terra per portare la sua benedizione, aiutando ed incoraggiando, in tal modo, l'evoluzione spirituale dell'umanità intera.
Nella valle del Wesak è proprio questo l'avvenimento tanto atteso.
Tutta al moltitudine presente intona il canto della 'OM', il suono primordiale della Creazione, l'impronta del nome di Dio.
Accanto all'altare, al centro del gruppo dei Maestri, si 'materializza' il Cristo, che riceverà la benedizione del suo Fratello di Luce e la riverserà, potenziandola, sulla Terra.
Al momento convenuto, tutti volgono lo sguardo verso nord-est, dove sta apparendo un punto luminoso che lentamente si avvicina: al suo interno, si rende visibile la figura del Buddha che, con la mano alzata in segno di benedizione si ferma a mezz'aria sulla roccia sacra, mentre i Maestri intonano un potente mantra che viene recitato solo in questa occasione.
Tutti i presenti sono in ginocchio ed un'intensa vibrazione energetica si manifesta tangibilmente per tutta la valle, mentre gli iris sbocciano uno dopo l'altro. Vengono intonati mantra e preghiere che culminano con la Grande Invocazione, mentre il Buddha ascolta, sorride e benedice.
Egli rimane visibile nel suo corpo di Luce per otto minuti. Poi lentamente si allontana così come è venuto.
I presenti rimangono ancora qualche minuto in preghiera e in meditazione, poi si avvicinano all'altare dove ricevono dai Maestri un sorso d'acqua dalla coppa di cristallo. Quest'acqua, che ha ricevuto ed immagazzinato l'Energia di Benedizione del Buddha e di tutti i Grandi Esseri, rappresenta la continuità del legame tra Maestri, Discepoli ed esseri umani ed è un potente veicolo di energia positiva e di determinazione a proseguire il Cammino. |